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Dove eravamo rimasti…

Sono passati esattamente due anni dal mio ultimo post. All’epoca non pensavo che mi sarei preso una pausa così lunga, nè era nelle mie intenzioni, ma una serie di situazioni concomitanti hanno finito per tenermi lontano dal blog per tutto questo tempo: una piccola crisi “creativa” (per chi come me, non mi stancherò mai di ripeterlo, intende dare al blog un taglio giornalistico e non di diario personale, avere qualcosa da dire, argomenti di cui parlare e su cui scrivere è fondamentale), un  2010 ed un 2011 particolarmente intensi ed impegnativi per alcune consistenti novità capitate nella mia vita privata, alcune positive (mi sono sposato) altre negative (seri problemi di salute a componenti della mia famiglia) ma che comunque hanno stravolto la mia abituale quotidianità, ed infine il desiderio di effettuare alcune modifiche al blog (sentivo che l’attuale impostazione aveva ormai fatto il suo tempo e, pur non avendo ancora le idee chiare, ero intenzionato ad effettuare questi cambiamenti prima di scrivere nuovi post).

Da qualche mese tuttavia, pur non avendo operato ancora alcuna modifica sostanziale (tranne alcune prove all’aspetto) ho percepito la sensazione che fosse ora di tornare a postare, rinviando i cambiamenti a quando li avrò focalizzati dentro di me.

Credo che questa sensazione venga dall’aver capito, realizzato, alcune cose, aver affinato la mia filosofia di vita, limandone alcuni aspetti… Gli stravolgimenti di questi ultimi due anni avevano dirottato tutte le mie energie verso impegni e luoghi dove non c’era tempo e posto per il blog. Non avevo più voglia e forza di dedicarmici ed inoltre la sua impostazione sembrava non appartenermi più… La percepivo come una pagina chiusa, ma non avevo la testa giusta per modificarla… Sentivo che dovevo effettuare quel cambiamento per ritrovare nuova voglia, era come un simbolico cambio di direzione… Non riuscire ad effettuarlo, mi impediva di continuare… Come se la mia strada fosse arrivata ad uno sbarramento e non avendo le energie per trovare un nuovo percorso, non potevo riprendere il cammino…

Così mi sembrava…

Poi, alcune lampadine che mi si sono accese nel cervello e legate a situazioni completamente estranee al blog, hanno fatto rinascere in me nuova forza, nuovi stimoli… Come se capire il perchè di alcune cose, avesse improvvisamente diradato la nebbia che avvolgeva anche altre… Come se aver fatto mente locale, mi avesse schiarito completamente le idee, anche su argomenti indipendenti da quelli che si erano chiariti…

E allora eccomi qui, senza ancora aver modificato l’impostazione del blog, ma con di nuovo voglia di postare e di dire la mia… Se sarò influenzato dagli avvenimenti accadutimi in questo periodo e dalla nuova filosofia di vita, lo scopriremo solo… scrivendo…

E per ricominciare, ho scelto come simbolico segno di continuità, una data particolare: il giorno successivo a quello della pubblicazione del mio ultimo post, due anni fa.

Come disse Enzo Tortora: “Dove eravamo rimasti…”

Haiti per me

 

Haiti è una partita di calcio lontana… "Ammazza quanto corrono ‘sti africani!", "Ma non sono africani…", un prepotente scatto verso l’imbattibile, la resistenza ad un tentativo di fallo, un dribbling che mette a sedere l’imbattibile, un gol che blocca il record dell’imbattibile…

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Chi si ricorda…?

 

Le celebrazioni del 50° anniversario della nascita di "Tutto il calcio minuto per minuto", la popolare trasmissione radiofonica, mi hanno fatto tornare in mente qualcosa che avevo parzialmente seppellito in qualche angolo della memoria, qualcosa che caratterizzava il calcio degli anni 70 ed inizio 80, gli anni della mia fanciullezza ed adolescenza.

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L’angolo della nicchia

N° 13: STEELBANDS (musica)

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In ricordo di un amico

 

Sergio era arrivato in ufficio 13 – 14 anni fa, proveniente da una sede distaccata. Una mattina l’avevo visto seduto alla scrivania dell’usciere e lo avevo salutato con un cenno del capo: mi aveva risposto sorridendo e allora avevo realizzato che l’avevo scambiato per un altro… Lo avevo salutato per sbaglio, convinto di salutare un collega che conoscevo, passando per educato invece del più veritiero imbranato…

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Il sogno di Goran Nava

 

Goran Nava, atleta brianzolo, è davvero un bel personaggio.

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Nomi e cognomi

Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
                                      

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La Coppa Europa di atletica trasformata in un circo!

 

Tra le varie competizioni di atletica leggera, un particolare fascino su di me l’ha sempre esercitato, sin dal 1975 anno in cui l’ho scoperta, la Coppa Europa. Non ho mai capito il perché di questo mio particolare legame… A dirla tutta, non me lo sono nemmeno mai chiesto il perché…

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Fotografia di Wolap

 

Famosa forse per far parte della colonna sonora di "Tre uomini e una gamba"…

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Noi italiani non cresceremo mai

 

In un mondo di stereotipi e di nomine difficili da scrollarsi di dosso, noi italiani, per gli stranieri, siamo universalmente sempre ed esclusivamente mafia, mandolino e spaghetti… Quanti di noi, dialogando con un non italico, si sono sentiti apostrofare, anche in buona fede, con: "Italiano? Mafioso!", "Italia? Pasta!" "Italiano? Paolo Rossi… " Quanti hanno lasciato cadere sfiduciati le braccia di fronte alle note de "L’italiano" di Toto Cutugno come rappresentante della musica nostrana… Non penso di sbagliare di molto se dico che tale destino è capitato alla maggioranza di noi… Da una parte la cosa mi fa arrabbiare, ma dall’altra devo ammettere che indubbiamente questa è l’immagine che proiettiamo di noi come popolo, questo è ciò che trasmettiamo con il nostro atteggiamento, sia fuori che dentro i nostri confini.

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